AIS Emilia

ha presentato

Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio

“Vitigni e cultivar tradizionali: un’identità da preservare, un patrimonio da valorizzare”

Sabato 13 maggio 2017

 Palazzo Isolani – Corte Isolani 5, Bologna (BO)

I Vitigni e le cultivar tradizionali, rappresentano un patrimonio di conoscenza, non solo per l’enogastronomia, ma per il loro valore culturale, un valore che affonda le sue radici nella storia del nostro paese, ma che al tempo stesso si proietta nel futuro grazie al potenziale di sviluppo, sia in termini agronomici che dal punto di vista del prodotto.

Un valore culturale, patrimonio dell’umanità, fatto, a volte, di piccole espressioni locali grandi quanto una vigna, ma enormi come la dignità di chi crede nella sua terra e si fa interprete di varietà tradizionali, alloctone o autoctone che siano.

L’Italia possiede un patrimonio unico ed inestimabile, i vitigni e le cultivar tradizionali, una ricchezza, di oltre 500 vitigni e 300 cultivar censiti, a cui l’AIS (Associazione Italiana Sommelier) ha dedicato questa VII Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio, avente come tema “Vitigni e cultivar tradizionali: un’identità da preservare, un patrimonio da valorizzare”.

Ad ospitare l’evento dell’AIS Emilia, le splendide sale settecentesche di Palazzo Isolani, riccamente affrescate, decorate con tappezzerie damascate e arredate con quadri e mobili della famiglia. Affacciato su Piazza Santo Stefano, anche conosciuta come Piazza delle Sette Chiese, a pochi passi dalle celebri Due Torri, Palazzo Isolani costituisce il fulcro di un complesso architettonico che racconta la storia, nel cuore della città di Bologna.

Dopo i rituali saluti del Presidente dell’AIS Emilia, Dott.ssa Annalisa Barison, i lavori sono stati aperti dal Dott. Rocco Marino – (MIPAAF – Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali), a cui sono seguiti gli interventi dei relatori, moderati da Antonietta Mazzeo,  di seguito la sintesi:

  • Dott.ssa Elisa Turrini – Az. Agr. Cà Scarani

Dalla pianta all’olio, le cultivar tradizionali dell’Emilia

Pur non essendo tra le colture principali della regione Emilia, alcuni ritrovamenti archeologici testimoniano come le culture dell’olivo fossero presenti sul territorio già nel 1300.  Le superfici coltivate ad olivo, negli ultimi anni sono notevolmente aumentate, e i progetti agronomici, nati qualche anno fa, con l’obiettivo di sviluppare l’olivicoltura da olio tra le colline emiliane, stanno ottenendo ottimi risultati, a dimostrazione di come il territorio emiliano possa presentare micro-ambienti con caratteristiche simili, alle zone ad alta vocazione. Accertato, da un punto di vista agronomico, che nella scelta varietale per i nuovi impianti è opportuno utilizzare le varietà locali delle quali sono conosciute le caratteristiche agronomiche, alcuni produttori, comprendendo il grande potenziale delle cultivar autoctone, hanno intrapreso un nuovo percorso con progetti di valorizzazione di cultivar dimenticate.

  • Dott.ssa Silvia Corazza – Produttrice: Az. Agr. Lodi Corazza

I vitigni tradizionali dei Colli Bolognesi

Le colline dell’Emilia con terreni e microclimi estremamente variegati, sono da sempre terre vocate per il vino di pregio. I vitigni dei Colli Bolognesi sono numerosi ma quello storico è senz’altro il Pignoletto, una varietà autoctona che dà vita ad una gamma di vini bianchi inconfondibili. Ma i Colli Bolognesi non sono solo … Pignoletto!  Alionza … Negrettino …  Montuni  … vitigni coltivati da  pochi, ma autentica testimonianza del territorio. Doverosa citazione e nota di merito anche per i vitigni alloctoni (un vitigno che è considerato autoctono rispetto a un certo territorio e viene da questo trasferito in un altro è definito alloctono rispetto al “territorio di arrivo”.  Un vitigno alloctono è diffuso in territori diversi da quello di origine con ottimi risultati e conservando  le sue caratteristiche) Merlot, Cabernet, Barbera, ecc …perfettamente integrati nel territorio, con ottimi risultati.

  • Dott.ssa Maria Lisa Clodoveo – Ricercatore Scientifico

La salvaguardia e la valorizzazione delle cultivar autoctone

L’Italia, possiede oggi, un patrimonio olivicolo importante, sia sul piano economico che sul piano paesaggistico e ambientale. La matrice genetica è una delle principali responsabili, della produzione di oli extravergini di oliva di grande pregio, caratterizzati da profili chimici e sensoriali strettamente tipici. La ricerca, la salvaguardia e la valorizzazione delle cultivar autoctone, sono elementi fondamentali  per lo sviluppo e l’apprezzamento della filiera produttiva dell’olio extra vergine di oliva e possono salvaguardare e valorizzare l’impegno dei piccoli produttori, costretti a competere con le multinazionali, colossi del mercato.

La scelta di prodotti di qualità, non è solo un fattore di gusto, ma è un elemento fondamentale per la tutela della nostra salute. L’olio extravergine d’oliva riveste un ruolo di primo piano nella cucina italiana: protagonista indiscusso di innumerevoli pietanze. L’olio non è un banale condimento utilizzato per accompagnare una pietanza, ma ne costituisce una parte integrante, caratterizzando nello stesso tempo il cibo di gusto, tono e importanza. La scelta dell’olio giusto da abbinare ad ogni piatto si rivela perciò importantissima: infatti, mentre in alcune ricette l’olio deve arricchire l’alimento evitando di stravolgerne il gusto, in altre è parte integrante dei sapori che devono essere percepiti al palato. L’olio “giusto” deve saper impreziosire i piatti ed esaltarne al meglio il sapore, rispettando nello stesso tempo l’equilibrio ed il gusto.

Purtroppo in molti casi, nella ristorazione vengono utilizzati oli di bassa qualità, non tanto per una questione di prezzo, quanto per mancanza di cultura. Ancora in pochi, per esempio, conoscono il valore dell’olio extravergine. È necessario ed indispensabile, quindi, un lavoro di formazione e informazione.

  • Dott.ssa Serenella Moroder – Vice Presidente del Movimento Turismo del Vino

L’enoturismo, risorsa economica fondamentale per lo sviluppo dei territori ed un efficace strumento per la tutela dell’ambiente, nel rispetto delle tradizioni.

Il turismo enogastronomico, e l’agriturismo rappresentano un modo nuovo di interpretare il tempo libero, e di conseguenza un nuovo modo di fare turismo. Le tipicità territoriali, letti non solo dal punto di vista nutrizionale ma come simboli locali di storia, tradizioni e costumi, possono diventare fonte di attrazione turistica. 

  • Dott.ssa Gabriella Rossi – Psichiatra
  • Dott.ssa Alessandra Giovanelli  – Psicologa
  • Dott. Mario Mastrorilli – Chirurgo

Vino e Salute

Gli effetti negativi o positivi del vino sono oggi fonte di grandi dibattiti, è importante e fondamentale comunicare e divulgare le proprietà salutistiche del vino, nella consapevolezza che alla qualità debba essere associato un consumatore attento, informato e documentato sugli effetti benefici per l’organismo, di un consumo moderato.

  • Cheryl Sullivan – Teacher di Wine Talk

L’importanza di una corretta terminologia in lingua inglese nel mondo del vino per i rapporti con l’estero ad ogni livello

E’ innegabile che un percorso di crescita culturale personale, non possa escludere la conoscenza della lingua inglese come strumento necessario per allargare i propri orizzonti, intraprendere nuovi rapporti ed entrare in contatto con popolazioni nuove e tradizionalmente lontani dal proprio tessuto sociale. Conoscere l’inglese significa quindi abbattere la barriera comunicativa che ostacola una crescita personale che, inevitabilmente, si ripercuote in maniera decisiva anche nelle vita professionale dell’individuo, fatta anch’essa di relazioni interpersonali, di termini tecnici,  documentazione, di didattica e quanto altro. La conoscenza di una corretta terminologia in lingua inglese, è diventato un requisito indispensabile nel mondo del vino per i rapporti con l’estero ad ogni livello.


Al termine dei lavori,  per tutti i partecipanti il buffet preparato da Colazione da Bianca – Food Etc., ed il banco d’assaggio con i prodotti tipici dell’Emilia e i vini delle socie, dell’Associazione Nazionale Donne del Vino Emilia Romagna, gestito dai Sommelier dell’AIS Emilia.

In degustazione:

VINI

 

Az. Agr. Oro di Diamanti – Zola Predosa (Bo)

Az. Agr. Lodi Corazza – Ponte Ronca di Zola Predosa (Bo)

Cantine Storchi – Montecchio (RE)

Mossi 1558 – Albareto, Ziano Piacentino (Pc)

Palazzona di Maggio – Ozzano dell’Emilia (Bo)

Podere dell’Angelo – Vergiano (Rn)

Soc. Agr. Paltrinieri Gianfranco – Sorbara (Mo)

OLI

Az. Agr. Bonazza di Rocca Ermanno – San Lazzaro di Savena (Bo)

Az. Agr. Cà Scarani  – Bologna (Bo)

Az. Agr. Genesi Dionisio – Borgonovo Val Tidone (Pc)

Az. Agr. Oro di Diamanti – Zola Predosa (Bo)

Podere dell’Angelo – Vergiano (Rn)

DOP

L’aceto Balsamico dell’Acetaia Villa San Donnino di San Donnino (Mo)

Il Parmigiano Reggiano 36 mesi del  Caseificio Matricola 300 di Casalgrande (Re)


Un pubblico sempre più ampio e trasversale, ha decretato il successo di questa VII edizione della Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio organizzato  da AIS Emilia.

“Vitigni e cultivar tradizionali: un’identità da preservare, un patrimonio da valorizzare”, interlocutori qualificati e produttori in grado di esprimere nei propri oli e vini l’essenza del territorio, hanno testimoniato ed evidenziato, come il tema di questa giornata, sia di forte impatto e legame con cultura e arte e la tradizione enoica e olearia italiana, vere eccellenze mondiali.

Antonietta Mazzeo

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